RASSEGNA LINGUAGGI JAZZ IN PIEMONTE 2010
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LINGUAGGI JAZZ IN PIEMONTE Ottobre-novembre-dicembre 2010 La rassegna è organizzata DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRO JAZZ TORINO con il sostegno della REGIONE PIEMONTE in collaborazione con i Comuni di: ACQUI TERME, BORGOMANERO, MEZZOMERICO, SAVIGLIANO, PIOSSASCO, STRESA, VERCELLI, VERZUOLO Saranno 19 i concerti di Linguaggi Jazz in Piemonte che l’Associazione Culturale Centro Jazz Torino, con il contributo della Regione Piemonte ed in collaborazione con diversi Enti ed Associazioni culturali locali, presenterà nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2010 nei centri di Acqui Terme, Borgomanero, Mezzomerico, Piossasco, Savigliano, Stresa, Vercelli e Verzuolo. I concerti in programma sul territorio regionale propongono tre progetti di musicisti italiani di diversa esperienza, intenti ad esplorare le numerose possibilità espressive di questo genere musicale, declinato tra tradizione e innovazione. I tre gruppi, formati da personalità tra le più interessanti di un panorama jazz nazionale, sempre più caratterizzato da vivace creatività, sono: il duo del trombettista Alberto Mandarini e del pianista Daniele Tione in un progetto dedicato alle musiche di Louis Armstrong, il trio della talentuosa giovane pianista Silvia Cucchi con Davide Liberti al contrabbasso e Paolo Franciscone alla batteria e quindi il trio del contrabbassista Stefano Risso con Fabrizio Rat al pianoforte e Mattia Barbieri alla batteria, impegnati in una rivisitazione in chiave jazz delle musiche dei Subsonica. Il camaleonte appropriato logo della rassegna, vuole esplicitare immediatamente il valore intrinseco di questa musica: capacità di rinnovamento e trasformazione senza perdere di vista le sue caratteristiche originali. SILVIA CUCCHI TRIO “I LIBERTI E LA RIVOLUZIONE D’ OTTOBRE” Silvia Cucchi, pianoforte Davide Liberti, contrabbasso Paolo Franciscone, batteria Il trio composto dalla pianista Silvia Cucchi, il marito contrabbassista Davide Liberti e il batterista Paolo Franciscone propone una dinamica varietà di generi e stili. Innanzitutto il jazz, decisivamente ispirato dal fondamentale concetto di trio formulato da Bill Evans, Paul Bley e Keith Jarrett. Ma anche folk, funky, musica classica e canzone pop entrano nel mix, con la duplice intenzione di rispecchiare l’idea complessiva di musica del gruppo e di incontrare i gusti di un pubblico eterogeneo, non solo di “addetti ai lavori”. I Liberti e La Rivoluzione d’Ottobre, il nome prescelto per il progetto pubblicato su disco dalla Silta Records, allude a circostanze personali e familiari dei tre più che a esplicite simpatie bolsceviche. Silvia Cucchi, inizia la carriera artistica in tenerissima età come pianista classica vincendo numerosi concorsi in Italia e all’estero. Si diploma con il massimo dei voti e la lode come allieva privatista al Conservatorio G. Verdi di Torino. Viene conquistata dal jazz ascoltando a Colonia un concerto di Keith Jarrett. Un’esperienza che le cambia la vita: sempre a Colonia, alla Hochschule für Musik, studia con John Taylor e si diploma in pianoforte jazz, laureandosi infine in pedagogia della musica improvvisata. Tornata in Italia conclude il master quinquennale in jazz ad indirizzo compositivo-interpretativo sempre presso il Conservatorio G. Verdi di Torino. Specializzata nell’accompagnamento di cantanti, sia in ambito classico che moderno, collabora con il cantautore Mariano Deidda e svolge regolarmente attività legate a provini d’opera e audizioni per la musica pop. È pianista stabile per Neri Marcorè nello spettacolo “Un certo Sig. G” diretto da Giorgio Gallione e dedicato al mondo di Giorgio Gaber. Nel 2005 è stata nominata “Donna del Jazz” con un premio storico istituito dalla città di Savona. Davide Liberti inizia a suonare il basso elettrico in formazioni punk all’età di quattordici anni, ma a diciotto arriva la folgorazione per il jazz ascoltando una registrazione di Scott LaFaro, e decide di intraprendere lo studio del contrabbasso da autodidatta. Frequenta seminari e stage con Furio Di Castri, George Roberts e Sandro Gibellini e intraprende una serrata attività concertistica in Italia e all’estero, collaborando, fra gli altri, con Diego Borotti, Pino Russo, Alberto Mandarini e Tullio De Piscopo. Paolo Franciscone, profondo conoscitore delle modalità esecutive e interpretative del proprio strumento, insegna batteria presso il Centro Jazz Torino e tiene seminari sulla storia del jazz e del blues. Il suo stile musicale, pur aperto ad influenze contemporanee, è radicato nella tradizione jazzistica e nell’evoluzione bebop. In un percorso professionale che lo ha condotto a Montreux, Praga, Tel Aviv e Tokyo, ha partecipato a progetti teatrali, collaborato con ballerini di danza contemporanea e suonato e registrato con importanti jazzisti, tra i quali Drew Gress, Audrey Morris, Gianluigi Trovesi, Flavio Boltro, Norma Winstone, Franco Cerri, Gianni Basso, e ricorda con particolare emozione l’incontro con l’influente pianista Mal Waldron.
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